L’opera analizza, in maniera sistematica, l’istituto del concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio, disciplinato dagli artt. 25-sexies e 25-septies del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.
In particolare, si evidenzia la funzione residuale della procedura, potendo l’imprenditore ricorrervi solo in esito ad una composizione negoziata che, pur essendo stata condotta secondo correttezza e buona fede, non si sia proficuamente conclusa.
Vengono, altresì, analizzati la natura giuridica ed i presupposti soggettivi e oggettivi del concordato semplificato, mettendone in luce le differenze strutturali rispetto al concordato preventivo e le peculiarità procedurali che lo rendono un modello autonomo, flessibile e rapido.
Particolare attenzione è dedicata al ruolo dell’esperto negoziatore e dell’ausiliario del tribunale, al contenuto del piano di liquidazione, alle ricadute per le imprese minori e i gruppi societari.
I
nfine, sono affrontati i più rilevanti e dibattuti profili applicativi dell’istituto, con particolare riferimento alla necessità di un bilanciamento tra l’interesse dell’imprenditore e la tutela dei creditori, privi ex lege del diritto di voto.
Ne emerge un quadro completo ed aggiornato, arricchito dall’esame delle innovazioni introdotte dal c.d. “Correttivo ter” (D.Lgs. n. 136/2024) e dalle prime applicazioni giurisprudenziali.
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